Questo sito utilizza i cookies per un migliore e più efficiente funzionamento. Per continuare la visita ti chiediamo di accettare questa condizione che in ogni caso non sarà lesiva della tua privacy.  Per procedere cliccare su OK.

novembre 2010

compalit 2010

Compalit 2010Messina, 18 novembre 2010. Francesco Galofaro partecipa con l'intervento Il ruolo della struttura narrativa nella terapia del dolore cronico al VIII Convegno annuale dell’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura dell'Università di Messina, nella sezione "Parola e Terapia". Quest'anno il tema del convegno è Performance e performatività. Performatività nella sua intenzione di “agire qualcosa”, rimanda alla sfera del fare, del compiere un’azione. Già, dal finire degli anni ’50, il termine “performance” inizia a trovare larga applicazione nell’ambito

degli studi umanistici e con esso tuttora ci si riferisce per forme di produzione, artistica e letteraria, composite, basate sull’interpretazione del performer e su un attivo coinvolgimento del pubblico. Con tale definizione si intendeva allora raccogliere, sulla scorta di Richard Schechner e Victor Turner, forme di ricerca in cui poter spostare la percezione della cultura da una statica collezione di artefatti ad una rete di interazioni, un network dinamico di processi interrelati e multilivello che contestava la fissità di forma, struttura, valore o significato. Oggi la Performatività delle arti si colloca nel solco di un rinnovato approccio metodologico che tiene conto del carattere “aperto” e reticolare della cultura contemporanea. Nonostante la caratura prepotente di retoriche legate ad una radicale settorializzazione del sapere, si assiste alla crescente esigenza di uno sguardo d’insieme, capace di attraversare generi e campi disciplinari. Si tratta di un’ibridazione favorita dall’attitudine dei nuovi media ad un sapere “connesso” e capace di inscriversi, appunto, in una rete.? La performatività è, inoltre, un’occasione per il superamento dell’ossessione della forma: per-formare, ossia passare instancabilmente attraverso la forma, sfuggendo all’inganno degli archetipi immutabili dell’escatologia, della salvezza, della forma in quanto stanco cerimoniale. Il convegno intende, dunque, articolare un confronto fra la letteratura, gli altri saperi e le altre forme di comunicazione artistica.

 

 

 

 

QUANDO: 18.11.10 - 20.11.10
DOVE: Villa Pace, Università degli Studi di Messina
PROGRAMMA
PROGETTO

VISIT:
compalit - Associazione per gli Studi di Teoria e Storia Comparata della Letteratura